
Chirurgia
La chirurgia è un tassello fondamentale dell'odontoiatria grazie alla quale si riesce spesso a contrastare gli effetti negativi di molte infezioni o traumi subiti.
DENTI DEL GIUDIZIO
Il loro nome deriva dal fatto che compaiono solitamente intorno ai 18 anni.
Spesso questi denti nascono senza creare troppi problemi, altre volte invece possono essere molto fastidiosi, se durante la loro uscita non trovano spazio sufficiente. In questi casi si possono creare episodi ascessuali e dolori importanti.
Altre volte possono incastrarsi sul dente accanto oppure possono erompere in posizione anomala tanto da insinuarsi nella guancia e di conseguenza creare fenomeni infiammatori importanti.
E’ dolorosa l'estrazione dei denti del giudizio?
Normalmente, per quanto riguarda quelli superiori, l’intervento non è particolarmente invasivo e raramente crea dei postumi. Diversamente, per quanto riguarda la chirurgia degli ottavi inferiori, alcune volte è possibile che si verifichino situazioni più complesse, proprio in virtù della loro posizione e delle strutture anatomiche vicine.
E se il dente da estrarre si trova in una posizione delicata?
Se il dente del giudizio presenta uno stretto rapporto fra la radice e il nervo alveolare, che corre all’interno del corpo della mandibola, è necessario valutare la distanza reale fra le due strutture mediante esami radiografici più approfonditi. Quando il rapporto tra dente e nervo risulta intimo possiamo ricorrere a manovre pre-estrattive per allontanare la radice del dente dal nervo.
Una delle manovre usate è l’estrusione ortodontica, consiste nel posizionare un piccolo dispositivo ortodontico (piccolo apparecchio) sui denti adiacenti, che permette la trazione verso l’alto del dente del giudizio.
La trazione deve essere esercitata quel tanto che basta per allontanare almeno di 1 mm le radici dalla struttura nervosa. A quel punto possiamo procedere con un’estrazione tradizionale del dente, senza rischiare la lesione del nervo che, altrimenti, potrebbe dare esito ad una parestesia transitoria o permanente.
CHIRURGIA RIGENERATIVA
Questo tipo di chirurgia è un’arma in più nella nostra faretra che ci permette di avere una possibilità per il recupero di elementi dentali compromessi da un punto di vista osseo, o di poter pianificare, in situazioni più complesse, l’inserimento di impianti endossei dove si è verificata la perdita di elementi dentali.
facciamo un esempio...
Ipotizziamo di dover estrarre un dente, l’estrazione di per sé determina il collasso e la perdita di osso alveolare con la conseguente riduzione verticale e orizzontale dell’osso. Tale processo può determinare l’impossibilità di inserire un impianto in quanto l’osso residuo risulta non sufficiente per accogliere una radice artificiale. In casi come questo è quindi fondamentale l'inserimento di osso artificiale all’interno della ferita dopo l’estrazione, così da ridurre il collasso fisiologico delle pareti ossee.
La chirurgia rigenerativa è un ausilio fondamentale quando si presenta la necessità di sostituire uno o più denti nel mascellare superiore, nelle zone dei denti premolari e molari, dove sono presenti i seni mascellari.
Cosa sono i seni mascellari?
Il seno mascellare è una cavità vuota che ha varie funzioni, fra le tante ha quella di alleggerire il peso del massiccio facciale e quella di riscaldare l’aria inalata. Capita non di rado che questo sia particolarmente sviluppato e ci impedisca l’inserimento di uno o più impianti per la sostituzioni dei denti. In questo caso la chirurgia rigenerativa ci viene in aiuto con una tecnica che si chiama “RIALZO DEL SENO MASCELLARE”.
In cosa consiste il rialzo del seno mascellare
Questa tecnica prevede molti approcci a seconda della scuola di pensiero. Uno di questi è il rialzo per via laterale con inserimento di biomateriale; tutto ciò ci dà la possibilità di inserire impianti senza danneggiare la mucosa che riveste le pareti del seno, evitando così l’insorgenza di una sinusite cronica.
L’inserimento di questi materiali vede la necessità di interporre, fra l’osso d’innesto e la mucosa del paziente, una membrana che tende a separare i due ambienti. Considerando che la mucosa è molto più veloce a rigenerarsi rispetto all’osso, il risultato in assenza di una membrana sarebbe la perdita completa del nostro innesto rendendo vano tutto il sacrificio fatto.
Post intervento chirurgico:
Si consiglia di seguire una dieta di alimenti morbidi e freddi per le successive 48h e di evitare sforzi particolari, per tutelare il coagulo del sangue nella ferita. Questi interventi hanno la necessità di terapie farmacologiche per il controllo delle infezioni, del dolore e del gonfiore.
